Ministri Istituiti

Il Concilio Vaticano II ha affermato che «lo Spirito Santo unifica la Chiesa nella comunione e nel ministero, la istruisce e la dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce con i suoi frutti» (LG 4).

[Con i] due Motu proprio Ministeria quaedam e Ad pascendum […] sorge un nuovo ordinamento che investe le intere comunità cristiane e tutti i loro membri. Il Lettorato e l’Accolitato cessano […] di essere […] tappe verso il Presbiterato [e] divengono ministeri più variamente distribuiti all’interno del popolo di Dio; espletati da membri della Chiesa, operanti in diverse situazioni di vita, sempre corresponsabili della sua missione e compartecipi, con i vescovi, i presbiteri e i diaconi alla sua azione liturgica e alla sua presenza nel mondo.

[…] La prospettiva della natura e dei compiti dei due ministeri […] è determinata dal rapporto che essi vengono ad assumere nei confronti del mistero sacramentale, che culmina nella Celebrazione Eucaristica e si trasfonde nella vita. Così il Lettore che annuncia le Scritture non può non essere, nella comunità, catechista, evangelizzatore, testimone. E l’Accolito, che, accanto al diacono, è servitore dell’altare e collaboratore del presbitero, ministro dell’Eucaristia e della carità, è chiamato specialmente ad essere animatore di unione fraterna e promotore di culto a Dio in Spirito e verità.

(CEI, I Ministeri nella Chiesa, 1d)

Scuola per i Ministeri

Formazione permanente dei Ministri Istituiti